News
Ad
Ad
Ad
Category

Biologia

Category

Progetto “Map the Giants” per preservare i coralli giganti, ultima frontiera per salvare gli oceani

Il progetto “Map the Giants” dell’Università di Milano-Bicocca va in crowdfunding per preservare le colonie di coralli giganti a rischio di estinzione e per valorizzarle come “monumenti marini”.

Milano, 16 maggio 2024 – Hanno le dimensioni di diversi autobus impilati uno sull’altro, ma sono fragilissime: sono le colonie di coralli giganti che popolano alcuni fondali marini, organismi favolosi ma a rischio di estinzione la cui salvaguardia è cruciale per il nostro pianeta. Sono infatti l’equivalente marino delle sequoie, gli alberi più imponenti della Terra e come loro custodiscono informazioni uniche su clima, ambiente e biodiversità. Proprio per salvare queste macchine del tempo naturali, minacciate dai cambiamenti climatici, è nato il progetto “Map the Giants”, che lancia una campagna di crowdfunding per finanziare una spedizione scientifica. L’obiettivo è esplorare gli atolli più remoti delle Maldive che potrebbero ospitare alcuni fra gli esemplari più maestosi di coralli giganti. L’iniziativa fa parte della VI edizione di BiUniCrowd dell’Università di Milano-Bicocca che permette alla comunità universitaria di ottenere sostegno e visibilità dall’esterno.

«Non vogliamo solo trovare i coralli giganti, ma anche mapparli e identificarne le specie, misurarli e stabilirne lo stato di conservazione: alcune colonie di corallo producono ancora cloni di larve che si sono insediate centinaia di anni fa, e potrebbero costituire preziose testimonianze di adattamento, utili per salvare la scogliere coralline del futuro»,

spiega Simone Montano, ricercatore del Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra (DISAT) e del MaRHE Center dell’Università di Milano-Bicocca e responsabile del progetto.

«Un altro tassello importante è quello di cambiare la prospettiva attraverso la quale si conservano e proteggono i coralli sensibilizzando l’opinione pubblica sul valore inestimabile di questi organismi, veri e propri monumenti marini».

L’Università di Milano-Bicocca dal 2009 ─ grazie al suo centro di ricerca MaRHE – Marine Research and High Education Center sull’isola di Magoodhoo nell’Arcipelago delle Maldive ─ studia lo stato di salute dei coralli: questi ecosistemi marini, pur ricoprendo solo lo 0,1 per cento dei nostri oceani, ospitano più di un quarto di tutte le specie marine conosciute, proteggendo le coste dall’erosione e permettendo la sussistenza di quasi un miliardo di esseri umani. Ecco perché l’ateneo ha deciso di supportare “Map the Giants”. Come? Per sviluppare il progetto è stata avviata una campagna per raccogliere 10.000 euro su Ideaginger.it, la piattaforma di crowdfunding con il tasso di successo più alto in Italia: una volta raggiunto il 50% dell’obiettivo, l’Università di Milano-Bicocca cofinanzierà la campagna di crowdfunding con ulteriori 5.000 euro. Ma le collaborazioni non finiscono qui, dato che il gruppo di ricerca lavora già da tempo con l’Acquario di Genova proprio sul tema della conservazione dei coralli attraverso l’attività di ricerca congiunta svolta presso la sede genovese del MaRHE Center ospitata all’interno dello stesso Acquario. Collaborazione che adesso si estende anche alla campagna di crowdfunding attraverso alcuni biglietti che l’Acquario ha messo a disposizione gratuitamente e che il team userà come ricompensa per i donatori più generosi. Intanto, la settimana scorsa anche la rivista Nature ha parlato di “Map the Giants” mettendo in evidenza la potenzialità di un progetto basato sulla “citizen science initiative”.

Per sostenere “Map the Giants” basta collegarsi alla pagina della campagna e fare una donazione scegliendo il metodo di pagamento preferito. Tra le ricompense per i sostenitori c’è anche l’opportunità di ricevere dei ringraziamenti “subacquei”, partecipare a un aperitivo in Bicocca con tutto il team, adottare un corallo che verrà trapiantato su una porzione di reef danneggiata e ricevere le due entrate all’Acquario di Genova.

 

Testo e foto dall’Ufficio Stampa dell’Università di Milano-Bicocca.