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“Jeff voleva che Amazon si distinguesse per la sua capacità di inventare”, a raccontarlo Colin Bryar e Bill Carr ne Il libretto rosso di Amazon, pubblicato da Vallardi Editore, poco tempo dopo che nel febbraio di quest’anno Bezos aveva lasciato la guida di Amazon ad Andy Jassy, diventandone presidente esecutivo.

La narrazione è resa interessante poiché entrambi gli autori hanno lavorato a stretto contatto con il fondatore del colosso americano per più di un decennio, riuscendo a interessare il lettore escludendo temi di natura teorica in funzione di pratici modelli di business testati sulla pelle di Amazon e dei suoi lavoratori, che di volta in volta con analisi e pianificazione ne hanno migliorato o scartato i dettagli.

Il libretto rosso di Amazon
La copertina del saggio Il libretto rosso di Amazon. I segreti del metodo Jeff Bezos raccontati da due insider, di Colin Bryar e Bill Carr, pubblicato da Antonio Vallardi Editore (2021)

Gli obiettivi e i principi su cui Amazon si fonda sono precisi e mirano, da una parte, a rispondere in modo efficace a una domanda crescente di un determinato cliente target che non segue necessariamente l’andamento di un mercato esistente, dall’altra, far leva sulle competenze interne di chi è chiamato ad essere “amazoniano” per abbracciare la sua intera filosofia aziendale. È Bezos in un discorso pubblico a descrivere l’azienda in questi termini: “La nostra cultura si compone di quattro elementi: la passione per il cliente invece che l’ossessione della concorrenza; la propensione per una vision a lungo termine, con un orizzonte d’investimento più ampio di gran parte dei concorrenti; la passione per l’innovazione, che va di pari passo con la possibilità di sbagliare; infine, l’eccellenza operativa”.

Nulla – come si intuisce nell’analogo Inventa & Sogna pubblicato dalla Sperling & Kupfer nello stesso periodo e basato su lettere che Bezos negli anni ha scritto agli azionisti più qualche sua attenta riflessione -, dalle assunzioni alla comunicazione, dal lancio di nuovi prodotti (come Kindle) e servizi (come quelli digitali di musica e video), era ed è casuale, tanto che essendo metodo collaudato da successi e fallimenti, secondo gli autori, può essere imparato anche da altre aziende piccole o grandi che siano. Bryar e Carr, in questo libro, allora puntano anche alla trasmissione di valori che hanno il potere di completare non solo il lavoro ma anche le interazioni relazionali che nel business possono essere spendibili nel futuro.

Di fatto ad Amazon sanno bene che “il successo [collettivo] può essere raggiunto solo in un ambiente in cui le persone non hanno paura ad esprimersi su eventuali problemi nella loro area di azione”, tenendo sempre d’occhio l’obiettivo di business generale su cui con pazienza dovrà confrontarsi ogni singola (re)azione (che sia di analisi SWOT, di startup o di mantenimento di un progetto innovativo).

Il libretto rosso prescinde dalle polemiche sollevate sul pagamento delle tasse e sul presunto sfruttamento dei lavoratori, concentrandosi invece sulle tecniche di leadership e di management che Amazon ha adottato dal 1994, anno della sua fondazione fino ai giorni nostri, cavalcando l’onda tecnologica e materialistica del sapere.

Amazon
Amazon Spheres, Seattle, Washington. Foto di Joe Mabel, CC BY-SA 4.0

 Colin Bryar e Bill Carr, Il libretto rosso di Amazon. I segreti del metodo Jeff Bezos raccontati da due insider, Antonio Vallardi Editore 2021, pagg. 352, Euro 15.90

 

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.